17) Leibniz. Le monadi.
All'inizio della Monadologia Leibniz presenta una serie di
elementi, che riassumono i punti salienti della sua dottrina sulle
monadi. Esse sono centri di forza, non hanno estensione, n
finestre e, secondo il principio degli indiscernibili, non
possono essere uguali fra di loro.
G. W. Leibniz, Monadologia, parte prima ( pagine 230-233).

1. La Monade, di cui parleremo qui, non  che una sostanza
semplice, la quale entra nei composti; semplice, vale a dire senza
parti. (Teodicea, paragrafo 10).
2. Bisogna che vi siano sostanze semplici dal momento che vi sono
dei composti; poich il composto non  che un ammasso, o aggregato
di semplici.
3. Ora, dove non si hanno parti, non c' estensione, n figura, n
divisibilit possibile. E queste Monadi sono i veri Atomi della
natura, e, in una parola, gli Elementi delle cose.
4. Cos non si ha timore di dissoluzione, e non si pu concepire
alcuna maniera per la quale una sostanza semplice possa perire
naturalmente (paragrafo 89).
5. Per lo stesso motivo non ve n' alcuna per la quale una
sostanza semplice possa naturalmente cominciare, poich essa non
potrebbe essere formata mediante composizione.
6. Cos si pu dire che le Monadi non saprebbero aver un
principio, n una fine se non tutto d'un tratto, cio, esse non
potrebbero aver inizio che per creazione e finire che per
annientamento: mentre ci che  composto comincia o finisce
gradualmente.
7. Non  parimenti possibile spiegare come una Monade possa venir
alterata, o mutata nel suo interno da qualche altra creatura, dal
momento che non potrebbe aver luogo alcuna trasposizione, n
potrebbe concepirsi in essa alcun movimento interno che possa
essere eccitato, diretto, aumentato o diminuito; il che 
possibile nei composti, nei quali si hanno dei cambiamenti fra le
parti. Le Monadi non hanno finestre, per le quali possa entrare
oppure uscire qualche cosa. Gli accidenti non potrebbero
staccarsi, n passeggiare fuori dalle sostanze, come un tempo
facevano le specie sensibili degli Scolastici. Quindi n
sostanza n accidente potrebbero entrare dall'esterno in una
Monade.
G. W. Leibniz, Monadologia e Saggi di Teodicea, Carabba, Lanciano,
1930, pagine 21-23.
